Il Viaggio leggendario - Castelli Romani Tour

Scopri i Castelli Romani

Scopri i Castelli Romani



I Castelli Romani si sviluppa in una zona collinare a pochi km da Roma, è composta da un'insieme di 15 caratteristici paesi che offrono al visitatore la possibilità di apprezzarne la  storia affascinante ed antichissima , con tracce importanti risalenti fin da secoli prima della nascita di Roma. 
I Castelli possono essere suddivisi in diverse sottozone: l' area Tuscolana (
Colonna, Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, Monte Compatri, Rocca di Papa, Rocca Priora facente perno su Frascati, l' area Appia o Albana (Albano Laziale, Ariccia e Castel Gandolfo) facente perno su Albano Laziale e l' area Lanuvina (Lanuvio, Genzano di Roma, Nemi) facente perno nominalmente su Lanuvio ma effettivamente su Genzano di Roma. Velletri e Lariano, che potremmo chiamare area Artemisia, sono un'area a se stante, così come Marino, che rappresenta l'anello di raccordo tra area Tuscolana e Albana.
La straordinaria bellezza naturalistica unita alla  tipicità dei pittoreschi centri, sviluppatesi tra laghi vulcanici antichissimi e colline rigogliose, rendono questi luoghi suggestivi. 
I Castelli Romani accolgono ogni anno tantissimi visitatori è inoltre la residenza estiva del Papa da secoli (Castelgandolfo).
Tra le zone più visitate vi sono il Lago di Albano legato alle mitiche origini della città di Albalonga , il lago di Nemi, sul quale si affaccia il pittoresco borgo medioevale dell'omonimo paesino , Il bosco sacro di Dea Diana e del Rex Nemorensis dove si possono ammirare le rovine del suggestivo Tempio di Diana ed il Museo delle navi romane.
A Frascati l'area archeologica del Tuscolo, e le Ville Tuscolane offrono uno spettacolo unico così come ad Ariccia il Palazzo Chigi, Il Parco adiacente  e la piazza di Corte, assetto urbanistico barocco, capolavoro del Bernini.
Meta ideale per i buogustai ; dove si potranno trovare tanti locali di prodotti tipici: Pane, Pizza, Porchetta, Fragole, Dolci, Vini Doc dei Castelli Romani e tanti altri.
L'enogastronomia è il vanto di questi luoghi e le gustose lecconrnie da assaporare nelle tipiche "Osterie", "Trattorie", "Taverne"e "Fraschette"  nei paesi di Marino, Genzano, Lanuvio, Ariccia e la ne sono un'esempio.
Ideale per famiglie con bambini grazie alla vicinanza di importanti parchi giochi come lo Zoomarine di Torvajanica e il Raimbow Magic Land di Valmontone e a due passi dal mare di Anzio e Nettuno e meta allettante per lo shopping con i vicini Outlet di Valmontone e Castel Romano.
Inoltre il visitatore potrà scegliere di soggiornare nelle tante strutture ricettive della zona come Agriturismi, Hotels, Bed & breakfast.
Il nostro obiettivo è quello di offrire al visitatore italiano ed internazionale degli itinerari turistici ricchi di storia, mitologia, arte, bellezze naturalistiche, relax, enogastronomia e divertimento per un soggiorno indimenticabile ed un viaggio affascinante alla scoperta dei popoli Latini e delle origini di Roma.
 



                                                                                  
Info: 0697655761 - 347/3791051
info@castelliromanitour.com 


 

 

 

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Origini e Geologia

Origini e Geologia

Il Vulcano Laziale (Latium Volcano) è la struttura geologica dei Colli Albani, l'attuale paesaggio del territorio dei Castelli Romani. Questo grande vulcano cominciò a formarsi accumulando i prodotti delle sue prime attività su un basamento più antico di sedimenti marini di rocce carbonatiche che formavano un'ampia pianura tra la costa ed i Monti Appennini. Secondo recentissimi studi, manifestazioni vulcaniche e lahar si sono verificate fino a circa 5000 anni fa. Si stima che abbia eruttato circa 293km3 di materiale vulcanico, il 90% del quale nella prima fase eruttiva. 
La storia geologica del Vulcano Laziale intessuta di innumerevoli episodi può essere schematizzata in quattro grandi periodi. 
 

I fase

In questa prima fase si creò la struttura del vulcano caratterizzata da numerose violente esplosioni, intercalate da lunghi periodi di calma e dalla formazione di accumuli dei primi prodotti vulcanici (tufi grigi granulari) sopra le argille, le sabbie, le ghiaie marine e continentali che formavano una prima ampia fascia pianeggiante compresa tra la costa e il piede dei rilievi appenninici. L'accumulo delle lave prodotte, che arrivarono fino alle future porte di Roma, e successivamente, di lapilli, scorie e ceneri (tufi inferiori: pozzolane, tufo lionato, tufo di Villa Senni) formò un grande cono largo alla base oltre 60 km.

La prima fase termina intorno a 500.000 anni fa.

II fase

Circa 500 000 anni fa si formò un nuovo vulcano, più piccolo all'interno del precedente, la cui sommità era formata da una vasta cavità circolare (caldera) larga 15 km e chiusa da alte pareti.

Attualmente della sommità di quella caldera rimane un ampio recito di rilievi, che si estende dal Monte Tuscolo fino al Monte Artemisio a forma di ferro di cavallo (il recinto esterno o recinto Tuscolano-Artemisio)

III fase

Dopo un periodo di relativa calma l'attività riprese (500-300 000 anni fa) nuove lave si aprirono la strada verso la valle e si innalzarono coni di scorie; in questa fase un ultimo cono minore dei precedenti entro il recinto esterno con cratere l'attuale area dei "Campi di Annibale" a Rocca di Papa, con orlo il "recinto interno" ossia l'apparato delle Faete e Monte Cavo.

Parallelamente a questa attività centrale si ebbe una notevole attività anche da bocche laterali, cono trabocco di grandi colate di lava lungo delle fratture: sarebbe questa l'origine della zona settentrionale del Vulcano Laziale, notevolmente ribassata, che un tempo ospitava il "Pantano Borghese". L'Edificio al centro presenta, Terminato anche il terzo periodo iniziò una fase di quiete che culminò con il raffreddamento del camino centrale (70 - 30 000 anni fa) e la formazione di un vero e proprio "tappo" di materiale magmatico consolidato.

IV fase

Si verifica tra i 100.000 ed i 5.000 anni fa, ed è detta anche "idromagmatica" (dal greco idros=acqua, e magma), perché vede l'incontro tra le acque sotterranee e il magma del Vulcano. Il magma incandescente sottostante dovette aprirsi nuove strade nei fianchi del cono incontrando però, prima di uscire all'aperto, a diverse centinaia di metri di profondità, delle falde acquifere. L'acqua della falda profonda (falda freatica) venendo a contatto con il magma in masse consistenti provocò la formazione di grosse quantità di composti volatili che trovando le vie di sfogo ostruite, crearono un potenziale esplosivo di inimmaginabili dimensioni. Quando si verifica che la pressione interna dei gas supera la resistenza meccanica delle rocce incassanti, avviene un'esplosione che le squarcia nel punto di maggiore debolezza. Così si ebbero delle esplosioni che perforando le rocce sul fianco sud-ovest del vulcano a partire da qualche chilometro di profondità lanciarono in aria brandelli delle rocce attraversate misti a vapori e ceneri formando i crateri eccentrici. Il materiale lanciato in aria ricadde formando gli accumuli dei noti peperini. La distribuzione in superficie e stratigrafica dei peperini indica che le esplosioni freatiche sono state numerose e violente nella fase finale dell'attività del vulcano. Tale fase di intensa attività può essere ricondotta al formarsi di una notevole frattura nel basamento carbonatico profondo, messa in evidenza dallo sprofondamento di tutto il settore sud-occidentale dell'apparato vulcanico lungo una linea orientata da Frascati a Velletri. Quindi il cono di Monte Cavo si spegnerà, e il cratere si occluderà, mentre altri crateri minori verranno riempiti dalle acque. È il caso di Campovecchio tra Marino e Grottaferrata, del Lago Regillo presso Frascati, di Pantano Secco e di Prata Porci sotto Monte Porzio Catone, la Doganella sotto Rocca Priora, Vallericcia sotto Ariccia, e il Laghetto di Turno sotto Castel Gandolfo, oltre ai due famosi laghi che ancora oggi esistono: il Lago Albano e il Lago di Nemi. La maggior parte di questi bacini fu prosciugata dai romani (è il caso di Vallericcia e del Lago Regillo), altri in epoca più recente (nel 1611 fu prosciugato il Laghetto di Turno), altri ancora sono spariti per cause naturali. Il Pantano della Doganella è famoso perché di tanto in tanto "riappare" e "scompare".

 

Il Parco dei Castelli Romani

Il Parco dei Castelli Romani



Questo parco regionale di interesse naturalistico e artistico si estende nell'area dell'antico Vulcano Laziale. ll crollo del Vulcano Laziale alcune centinaia di migliaia di anni fa. La bocca principale del Vulcano Laziale occupava l'intera aerea della cintura interna dei Castelli: in seguito collassò dando origine a varie bocche secondarie, di cui la più importante era l'attuale Monte Cavo (949 m.s.l.m.) Le altre bocche minori del Vulcano sono divenute dei bacini lacustri tra i 100.000 ed i 20.000 anni or sono, e in gran parte sono stati prosciugati nel corso dei secoli.
Molti dei comuni dei Castelli Romani condividono aree protette del parco, tra cui spicca Nemi, il cui territorio ricade per intero entro la sua delimitazione.
Di interesse particolare sono il sito archeologico di Tuscolo, come anche le numerose ville tuscolane. Del parco fanno parte anche il lago Albano anche detto Lago di Castel Gandolfo e il lago di Nemi.
 

l Parco dei Castelli Romani è stato istituito allo scopo di tutelare l’integrità delle caratteristiche naturali e culturali dei quindici paesi (Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Frascati, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Velletri) che occupano l’area geologica del vulcano laziale.

Esteso per circa 15.000 ettari non esistono quindi né orari, né limitazioni, se non quelle relative all’accesso delle proprietà private, o delle aree archeologiche gestite dalla Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio. Il Parco organizza visite, escursioni in programmi stagionali che consentono di apprezzare al meglio il territorio dei Castelli Romani. Le attività sono molteplici e diversificate:
si va dal trekking, alle passeggiate in bicicletta, su strada o su sterrate, agli itinerari a cavallo, alle letture poetiche, il tutto all’insegna di una cultura onnicomprensiva che ha la sua ragion d’essere nella miscela degli ambiti, nella contaminazione dei linguaggi. Esistono itinerari geologici, floristici, gastronomici.



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